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Design Unplugged

unplugged

Unplugged è quando suoni della musica senza l’utilizzo di strumenti elettrici ed elettronici. È il suono puro di strumenti e voci, è il suono classico. È il momento in cui realizzi veramente se un musicista sa fare o non sa fare. È quando – soprattutto – scopri il linguaggio che usa. Non c’è nulla da fare, prima o poi arriverai a suonare unplugged perché non c’è modo più autentico di esprimerti.

E la comunicazione visiva – il visual design – non è differente. Anche lì puoi “fare unplugged”: stacchi tutti gli effetti speciali, le tecnologie più innovative e vedi cosa sai fare veramente. Se riesci a generare la stessa sorpresa che realizzi con un video, se riesci a metterci quell’accenno di user experience, se sostituisci con il tatto quello che gli altri sensi non possono veicolarti, ecco, allora hai realizzato un progetto unplugged, uno strumento che suona senza attaccarlo alla corrente perché lo hai utilizzato facendo in modo che chi ascolti stia in silenzio per non perdersi nemmeno una nota. Tutto con un semplice cartoncino sapientemente reso per poter svelare qualcosa che si scopre con l’utilizzo, con l’ascolto.

Ormai è un caso abbastanza raro quello di progettare così, ma quando capita non te lo fai sfuggire. E questa volta è toccato a Glaucoom, azienda farmaceutica che sceglie di arrivare a comunicare al medico semplicemente unplugged, perché è il modo più immediato, più ricordabile e perfettamente replicabile. In qualsiasi situazione.

Non c’è nulla da fare: quando il design digitale non è disponibile, solo chi ha avuto esperienza con il design unplugged riesce a portare a termine la performance.

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