Chi sono

Quando studiavo in una scuola per creativi credevo che la parola “creatività” non volesse dire nulla e mi ero imposto – insieme ad un gruppo di colleghi – che l’avrei utilizzata il meno possibile. Poi ho cominciato a fare la professione del creativo e ho scoperto che l’idea è sempre pensata come una cosa che finisce quando l’hai raccontata a qualcuno, eppure il lavoro del creativo non finisce lì: o la sai realizzare o è inutile che un’idea ti venga in mente, peggio poi se la racconti senza realizzarla.
Oggi sono abituato a pensare che creativo è chi sa realizzare un’idea che ha avuto e distinguo le persone grazie a questo concetto. Così trovo davanti a me sempre due tipi: i pratici e gli inconcludenti, e sempre più noto che i secondi hanno bisogno dei primi.
Mi piace scegliere persone, lavoro, distrazioni, luoghi, secondo la creatività che suggeriscono in modo che tutto diventi un entusiamante hobby in cui le idee vengono da quello che ti succede intorno, perché credo che passare il tempo senza avere idee vuol dire vivere una vita scondita.
Credevo che la parola “creatività” non volesse dir nulla ma mi accorgo sempre che invece è la chiave che apre un’osservazione della vita decisamente più coinvolgente.

Cosa faccio

15 anni di professione nei quali ho fatto esperienza tra i progetti dell’agenzia, le collaborazioni con le aziende e l’insegnamento. Nell’agenzia SignDesign, di cui sono uno dei founder, sono direttore creativo: grazie a essa ho potuto sviluppare progetti sia sulla comunicazione “tradizionale” come l’advertising, il branding, il lancio di prodotti e l’editoria, sia sul panorama dei new media. Grazie alle aziende invece sono cresciuto nella gestione dei progetti di comunicazione dall’interno, nelle consulenze, nella partecipazione ai brief per la pianificazione del posizionamento di marchi e prodotti.
E poi l’insegnamento in IED (dove mi sono formato), oltre 10 anni nella formazione dei creativi, grazie al quale ho sempre capito che l’insegnamento è una delle poche componenti che ti forma davvero, quasi più di riceverlo. Un’esperienza in cui gli attori principali sono le imprese, la comunicazione, i giovani creativi, gli imprenditori vecchia maniera e quelli più innovativi.

Scrivo, sono autore di molti articoli pubblicati su note e meno note testate online. Testi fatti di considerazioni, osservazioni e pensieri soprattutto sui temi che costruiscono la mia professione. Molti di questi testi sono diventati il mio primo libro “Fare impresa è un lavoro creativo”. Sono anche tra gli autori del magazine online di Banca Mediolanum, Centodieci.

Oggi mi occupo, oltre che di creatività per la comunicazione, di sistemi strategici e marketing perché nessuna idea è mai abbastanza strutturata per affrontare un mercato che cambia ogni giorno. Da questo nascono le consulenze, tante, che servono per capire se sono in grado di arrivare ad un obiettivo e se chi me lo pone ha le carte per poterlo supportare.

Nel tempo libero cerco di respirare all’aria aperta pensando ad altro. Sono maestro di sci, mi piace la montagna ma sono anche skipper da quando, tanti anni fa, ho scoperto che sia sui monti che in mezzo al mare, la natura è sempre la stessa cosa: una forza che devi imparare a sfruttare, mai a dominare. E così le idee vengono meglio.

Tutto il resto su signdesignitalia.it